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Aerogeneratori e fauna: una convivenza possibile

L’area in cui sorge il parco eolico di Vicari (Palermo) è costantemente monitorata a livello ambientale per verificare gli effetti diretti e indiretti nel breve e nel medio termine che l’impianto potrebbe avere sull’avifauna stanziale e migratoria.
Tale monitoraggio consente di valutare gli effetti dell’impianto eolico sulla comunità ornitica in fase di esercizio e, laddove necessario, di porre in essere le misure più opportune di mitigazione di eventuali impatti riscontrati, nonché di adattare le misure già previste dalle normative sulla base di quanto riscontrato sul campo.

I primi esiti del monitoraggio sono rassicuranti: i rilevamenti effettuati ad oggi non evidenziano effetti diretti dell’impianto sull’avifauna. A un controllo puntuale, infatti, non sono stati rinvenuti, nell’area circostante i singoli aerogeneratori, esemplari compromessi, né sono state osservate collisioni in volo con gli aerogeneratori, siano essi in movimento o con le pale ferme.
L’area territoriale interessata dal parco eolico è caratterizzata dalla compresenza di un paesaggio agricolo destinato alla coltivazione di frumento e foraggere, importanti per il mantenimento dell’avifauna che popola questi luoghi, intervallato da abbondanti porzioni di vegetazione naturale.

Il monitoraggio è condotto sul campo durante l’intero periodo dell’anno e ha come obiettivo quello di osservare e valutare gli effetti a breve e medio termine esercitati dall’impianto eolico, (nelle varie stagioni dell’anno, diverse fasi di migrazione e in differenti condizioni atmosferiche), sull’avifauna stanziale e migratoria nell’area su cui lo stesso parco insiste. Il lavoro viene svolto con adeguate metodologie, in conformità con quanto previsto dal piano di monitoraggio ambientale redatto sulla base dei più diffusi protocolli e linee guida nazionali (ad esempio le “Linee guida per la realizzazione degli impianti eolici industriali in Italia” di WWF Italia).

Durante il primo anno di monitoraggio è stata individuata e standardizzata la più idonea metodologia di indagine finalizzata alla conoscenza dell’avifauna presente nell’area di studio.  È stata consultata la bibliografia specialistica e si è proceduto alle ispezioni dell’area interessata dalla presenza dell’impianto eolico, “georeferenziando” dei punti di ascolto e di osservazione in base all’orografia ed alla disposizione stessa degli aerogeneratori. In tal modo, col procedere delle operazioni di indagine, durante il secondo periodo di monitoraggio sono state selezionate alcune stazioni che hanno consentito, in base alle condizioni climatiche, alle stagioni ed agli habitat presenti, di accrescere la capacità di censimento e rilevamento della presenza delle diverse specie (ad esempio, sono stati selezionati dei punti di osservazione che consentono di monitorare contemporaneamente almeno 10 aerogeneratori o, in base all’intensità del vento ed al grado di copertura nuvolosa, di poter tenere sotto controllo le aree maggiormente frequentate dalle specie oggetto del monitoraggio).

Questa fase, effettuata con attenzione, ha richiesto tempi significativamente lunghi poiché, nonostante l’area si mostri abbastanza omogenea dal punto di vista paesaggistico, sono stati individuati alcuni punti che, grazie alla presenza di particolari connotazioni “phitosociologiche” (per esempio, presenza di roveti o ginestrai, o, durante la stagione calda, di punti di abbeverata) sono caratterizzati da una maggiore ricchezza faunistica grazie alla presenza di cibo non riscontrabile nella rimanente parte dell’area in cui insiste l’impianto.

Per ciò che riguarda l’identificazione dei siti di nidificazione, si è proceduto alla sistematica ispezione delle pareti situate nelle aree adiacenti l’impianto per un raggio di almeno 10 km, al fine di rilevare la presenza di specie di uccelli, in particolar modo rapaci, presenti e nidificanti nell’area. Sono quindi state considerate anche pareti che, seppur localizzate all’esterno della zona presa in esame, per la particolare orografia dell’intera area della piana di Vicari potrebbero comunque essere interessate dalla presenza di nidificanti con i quali l’impianto potrebbe interferire.
Le maggiori percentuali di avvistamenti riguardano specie comuni ed abbondanti nel territorio siciliano, o migratrici, mentre risultano marginali le presenze di specie rare e, comunque, vulnerabili o con problemi di conservazione.
La raccolta dei dati per mezzo di schede standardizzate opportunamente predisposte ha permesso di rilevare, oltre alla presenza delle specie ornitiche, informazioni relative al loro comportamento di volo nell’area in studio e alle possibili interferenze con l’impianto eolico.

In particolar modo, per individuare la potenziale interferenza delle singole specie con gli aerogeneratori, per ogni avvistamento si è rilevata l’altezza di volo, suddividendo l’orizzonte in tre fasce distinte (si veda la figura a lato): la prima, denominata A, nella porzione inferiore della torre al di sotto della minima altezza occupata dalle pale nella loro rotazione; la fascia B è compresa tra la minima e la massima altezza occupata dalle pale nella loro rotazione ed è quella in cui è possibile la collisione degli uccelli con le pale; infine, la C è l’altezza al di sopra delle pale.
È stata predisposta un’analisi che relaziona il numero di volatili censiti per ogni specie con l’altezza di volo rilevata. È stato in tal modo possibile constatare che circa il 16% rientra nella fascia di pericolosità B.
Inoltre, a oggi si è osservato che l’area di incidenza del parco eolico non risulta essere interessata dalla presenza di una rotta migratoria che riguarda i rapaci.
Il territorio circostante, caratterizzato da presenza di complessi rocciosi ricchi di pareti, è interessato dalla presenza di numerose specie di uccelli da preda nidificanti, per le quali, dai risultati fino a questa fase ottenuti, la presenza dell’impianto non ha causato nocumento o variazioni nel successo riproduttivo.

In conclusione quindi, in base alle attuali rilevazioni, si può ritenere che l’impatto del parco eolico sulla qualità e sulle abitudini di vita degli uccelli che vivono in zona non sia significativo e che la sua presenza non abbia modificato le rotte di quelli che vi transitano nel corso dei loro spostamenti migratori.