Un cantiere eco-compatibile
ERG Renew, società del Gruppo ERG che si occupa dello sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, riserva la massima attenzione alla tutela ambientale dei territori in cui opera. In questo ambito è maturata l’opportunità di avviare uno studio complesso sull’eventuale impatto ambientale derivante dalle attività di cantiere per la costruzione del Parco Eolico “Fossa del Lupo”, di proprietà della società ERG Fossa del Lupo S.r.l., nei comuni di Vallefiorita, Gasperina e Palermiti (CZ).
Lo studio riguarda le variabili ambientali – habitat, fauna, flora, e vegetazione – sollecitate durante le varie fasi di cantiere, valutando caso per caso gli eventuali effetti indotti. È stato quindi possibile individuare in maniera puntuale sia le variabili ambientali maggiormente soggette a criticità, in quanto esposte a potenziali impatti, sia le modalità in grado di mitigarne le conseguenze.
A tutt’oggi, dall’analisi dei singoli effetti registrati, emerge che i risultati finali del monitoraggio sono rassicuranti, in quanto viene evidenziato come sia del tutto compatibile l’impatto complessivo del cantiere sulle diverse componenti ambientali considerate.
COME SI È PROCEDUTO
Data la complessità delle indagini si è reso necessario definire preliminarmente un piano operativo di monitoraggio, in grado di stabilire con chiarezza obiettivi e criteri metodologici per ogni fase di realizzazione. Tale piano può essere riassunto nei seguenti punti:
- definizione degli indicatori ambientali;
- identificazione degli effetti da monitorare;
- monitoraggio ante e post operam;
- predisposizione delle procedure di gestione e di sintesi dei dati.
La superficie interessata dalla realizzazione del parco eolico si estende per circa 8 kmq ed è stata suddivisa in tre diverse aree. Per ognuna di esse è stato previsto uno studio preliminare delle componenti ambientali suddivise in “flora” e “vegetazione” e un successivo monitoraggio degli effetti indotti dal cantiere.
Per classificare le diverse tipologie di habitat nell'area oggetto di studio si è elaborata una Carta dell’Uso del Suolo secondo il sistema ufficiale di classificazione di copertura e uso del suolo esistente a livello europeo (Corine Land Cover).
Sono state, quindi, valutate le eventuali corrispondenze con gli habitat tutelati come definiti dalla Direttiva 43/92/CE, il cui scopo è quello di salvaguardare la biodiversità, considerando anche le esigenze economiche, sociali e culturali locali, mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio comunitario.
Il programma di monitoraggio ambientale effettuato può essere così suddiviso in:
A) monitoraggio ante operam al fine di:
1) documentare l’evoluzione dinamica delle singole variabili ambientali in diversa maniera sottoposte a pressione durante le attività di cantiere;
2) segnalare l’eventuale manifestarsi di emergenze ambientali;
3) garantire il controllo di situazioni specifiche, affinché sia possibile adeguare e “modulare” la conduzione dei lavori in funzione delle puntuali e specifiche esigenze ambientali dell’area in oggetto.
B) monitoraggio post operam al fine di:
1) verificare il rispetto delle prescrizioni di massima in funzione della tutela delle variabili ambientali considerate “sensibili” ed adottate precedentemente nelle varie fasi del progetto;
2) verificare e analizzare eventuali modifiche ambientali registrate a seguito della realizzazione dell’opera;
3) accertare l'effettiva efficacia dei provvedimenti posti in essere per garantire la mitigazione degli impatti sull’ambiente naturale e antropico;
4) adottare eventuali misure compensative o di mitigazione per il contenimento degli effetti ambientali negativi non previsti.
I criteri metodologici del programma di monitoraggio sono:
1) identificazione degli effetti da monitorare: partendo dal presupposto che ogni azione di progetto sia da considerare come una potenziale fonte di impatto, sono state progettate opere di mitigazione al fine di garantire in maniera sufficiente l’integrità degli equilibri ambientali e durante il monitoraggio si è valutato che quanto previsto risulti realmente efficace nel rendere compatibili gli effetti con gli equilibri ambientali;
2) definizione degli indicatori ambientali e delle discipline di monitoraggio: si sono definiti specifici indicatori e parametri selezionati in base all’ambito di monitoraggio per il quale sono utilizzati e che possono essere misurati su soggetti biotici e abiotici rappresentativi dello stato di una singola componente ambientale o dell’intero sistema considerato;
3) predisposizione delle procedure di gestione e di sintesi dei dati mediante l'applicazione di indici di qualità ambientale sintetici;
4) attività di monitoraggio per ambiti tematici: componente importante nel progetto di monitoraggio legata a impatti temporanei – polveri, ambiente idrico superficiale, ambiente idrico sotterraneo, suolo, flora, vegetazione.

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