Azioni control il "Global Warming"
Il Gruppo ERG, in un’ottica di Sostenibilità e di Responsabilità Sociale di Impresa, si uniforma al cosiddetto “Pacchetto clima-energia” adottato dall’Unione Europea per contrastare il fenomeno del riscaldamento dell’atmosfera ed il conseguente cambiamento climatico.
Il Gruppo da tempo pone in atto azioni strategiche allo scopo di ottenere uno sviluppo sempre più sostenibile all’interno del proprio portafoglio di business, in linea con i principi indicati in sede europea e in grado di integrare gli aspetti economici con quelli sociali e ambientali.
La promozione e l’incremento dell’utilizzo di combustibili fossili a minor impatto ambientale – quali il gas naturale – lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’applicazione di tecnologie a basso impatto ambientale, l’efficienza energetica sono gli impegni di ERG per raggiungere i target di Sostenibilità fissati dal “Pacchetto clima-energia” a livello europeo.
IL PACCHETTO CLIMA-ENERGIA
II Parlamento europeo ha adottato il cosiddetto “Pacchetto clima-energia 20-20-20”, allo scopo di contrastare il riscaldamento dell’atmosfera.
Ecco i principali obiettivi contenuti nel pacchetto:
- ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990;
- portare la quota di energie rinnovabili al 20% del consumo energetico totale, prevedendo anche la promozione e l’impiego dei biocarburanti che, sempre entro il 2020, dovranno raggiungere la quota del 10% dei consumi totali di carburante per autotrazione;
- ridurre il consumo di energia del 20% attraverso misure di efficienza energetica.
Il raggiungimento di questi obiettivi è frutto dell’attuazione di un quadro regolatorio fissato da diverse Direttive dell’Unione Europea che, più in dettaglio, prevedono:
- per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, un sistema di aste per l'acquisto dei “permessi di emissione”, i cui introiti andranno a finanziare misure di riduzione delle emissioni e di adattamento al cambiamento climatico;
- obiettivi nazionali vincolanti (il 17% nel caso dell’Italia) per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- che almeno il 10% del carburante utilizzato per i trasporti in ogni Paese dovrà provenire da fonti rinnovabili (biocarburanti, elettricità “verde” ecc.); i biocarburanti dovranno inoltre rispettare determinati criteri di sostenibilità (la direttiva sui biocarburanti è in revisione).
LA CENTRALITÀ DEL SETTORE ENERGETICO
È evidente che il settore energetico dovrà impegnarsi per conseguire gli obiettivi fissati e per sviluppare modalità sostenibili di produzione di energia attraverso l’impiego di combustibili sempre più “puliti” e, allo stesso tempo, ricercare una migliore efficienza energetica (tramite l’adozione di tecnologie innovative e la ricerca delle soluzioni di processo ottimali) oltre allo sviluppo delle energie rinnovabili e l’impiego di biocarburanti.
La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, obiettivo principale del Protocollo di Kyoto, si sposa con lo sviluppo di progetti utili a contenere la produzione di anidride carbonica (CO2) e con quelli fondati sui cosiddetti meccanismi flessibili previsti dalla Direttiva sull’Emission Trading.
I meccanismi CDM (Clean Development Mechanism) e JI (Joint Implementation) consentono ai Paesi industrializzati di compensare le proprie emissioni attraverso la realizzazione di progetti nelle economie in via di sviluppo. Il fine è quello di produrre effetti benefici sull’ambiente in termini di riduzione delle emissioni e di sviluppo economico e sociale in quei Paesi che ospitano i progetti.
Questo produce allo stesso tempo crediti di emissione per i Paesi industrializzati che promuovono gli interventi con il rilascio di certificati (Certified Emissions Reduction – CER ed Emissions Reduction Unit – ERU) che attestano l’effettiva riduzione delle emissioni di gas, riduzione che contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo del singolo Paese. I progetti sono preventivamente selezionati e accuratamente analizzati sulla base di criteri ambientali, sociali e di sostenibilità di breve e lungo periodo.
In particolare:
- deve essere eseguita una preliminare valutazione di impatto ambientale;
- il progetto deve favorire il trasferimento delle conoscenze in materia di tecnologie "pulite";
- la riduzione delle emissioni deve essere addizionale alla situazione che si avrebbe in assenza di tale progetto;
- è necessario definire una rendicontazione quantitativa delle emissioni evitate.
L’ITALIAN CARBON FUND
Il Gruppo ERG, per contribuire attraverso una fattiva partecipazione, ha aderito, diventandone uno dei principali soci del settore privato, all’Italian Carbon Fund, un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con World Bank.
Dal 2008 il Fondo emette Certificati di Riduzione delle Emissioni (CERs) che il Gruppo utilizza per rispettare i target previsti dalla Direttiva Emission Trading.
Al di là dei benefici tangibili ottenuti, la partecipazione attiva al Fondo ha consentito a ERG di acquisire un prezioso know-how in materia di progetti di abbattimento delle emissioni a livello internazionale.
ERG ha dunque adottato un rigoroso sistema di contabilizzazione delle emissioni di gas a effetto serra dei propri stabilimenti e periodicamente ne presenta una rendicontazione completa e accurata, certificata da Enti Verificatori indipendenti e accreditati presso l’Autorità competente.


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