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Cultura d’impresa: la Fondazione Garrone

In Italia, le Fondazioni d’impresa sono ancora poco sviluppate rispetto all’estero e conseguentemente poco note al largo pubblico; sarebbe pertanto auspicabile sviluppare iniziative comuni tra le Fondazioni d’impresa per far conoscere meglio all’opinione pubblica i loro obiettivi, la “mission” e il “modus operandi”.
In questo contesto, si inserisce la Fondazione Edoardo Garrone (FEG) che promuove e realizza attività culturali, valorizzando la storia e le aspirazioni territoriali, coniugandole con le migliori tradizioni industriali.
La strategia della Fondazione si può esprimere sottolineando il carattere sempre più popolare delle iniziative promosse. L’intento è quello di potenziare l’aspetto divulgativo per portare la cultura, nella sua accezione più ampia, verso un pubblico sempre più vasto. Due caratteristiche emergono e connotano la Fondazione, oltre all’aspetto “popolare”: la multidisciplinarietà e la capacità di proporre progetti, eventi e iniziative sempre diversi e innovativi.
L’impegno costante è quello di rendere l’operato della Fondazione sempre più positivamente integrato con le molteplici esigenze culturali dei territori e dell’intero Paese.

FEG: UNA POLITICA CULTURALE DI QUALITÀ
Al consolidamento delle iniziative tradizionali – di sempre maggiore successo – si è accompagnato un vigoroso programma di nuovi progetti, alcuni dei quali già realizzati nel corso del 2010, altri in fase di sviluppo nel 2011.
Lo sforzo è quello di migliorare ancora la qualità dei progetti e delle realizzazioni, mantenendo una costante tensione verso l’ampliamento del pubblico coinvolto.
Le “Lezioni di storia”, alla loro seconda edizione, hanno registrato una notevole adesione a Palazzo Ducale, con oltre 10.000 presenze complessive. Così come i “Lunedì Feg”, potenziati numericamente, hanno raggiunto nel 2010 l’ormai abituale traguardo delle 5.000 presenze.

È chiaro che l’attività di ogni Fondazione d’impresa va valutata non solo in base al dato numerico di quanti sono i cittadini coinvolti, ma anche e soprattutto sul piano qualitativo, per quanto riguarda la reale capacità di incidere nel tessuto culturale.
Da questo punto di vista vanno citati i progetti più recenti, come “Genova Scoprendo” che ha condotto oltre 250 ragazzi delle scuole medie superiori alla scoperta di Genova sia sotto l’aspetto (più noto) culturale, sia sotto quello industriale (assai meno noto). L’offerta formativa si è arricchita anche di un master in materia di turismo nel Mediterraneo organizzato a Genova, in collaborazione con l’Università. L’iniziativa, alla sua prima edizione, ha ottenuto un lusinghiero successo nell’intento di formare nuovi “quadri” per le imprese del settore ma anche (e soprattutto) nel cercare di avviare i ragazzi a percorsi di “auto imprenditorialità”.

Va anche sottolineato che sul piano dell’approfondimento storico, il marchio “FEG” è diventato una garanzia di qualità. Tanto che il comune di Genova ha chiesto di poterlo utilizzare nel corso del 2011 per due tra le più significative iniziative in preparazione: le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e le “Lezioni di storia in piazza”.
L’estensione delle attività al Sud, con il progetto “Le capitali del pensiero antico nell’Italia Meridionale”, messo a punto lo scorso anno e realizzato nei primi quattro mesi del 2011, rende la Fondazione sempre più presente e visibile a livello nazionale. Il progetto ha toccato quattro regioni del Sud Italia (Sicilia, Campania, Puglia e Calabria).

GENOVA SCOPRENDO
È un progetto nato dal desiderio della Fondazione Garrone di contribuire alla riscoperta delle radici cittadine da parte dei giovani, attraverso il coinvolgimento degli alunni che hanno potuto ammirare il patrimonio storico, artistico e culturale di Genova. Oltre 250 ragazzi delle Scuole secondarie di primo e secondo grado sono stati guidati attraverso un itinerario ludico-didattico e formativo e introdotti alla scoperta dei simboli architettonici, storici e culturali della città, nonché degli altri elementi peculiari e di sviluppo come i suoi insediamenti industriali.

Il progetto, svoltosi con una modalità innovativa basata sul modello della peer education e della ricerca-azione, è stato strutturato in quattro fasi fondamentali che hanno previsto attività d’aula alternate a momenti di esperienza diretta sul campo. Tutto ciò ha favorito lo scambio di esperienze e conoscenze tra gli studenti, rafforzandone identità culturale e industriale e senso di appartenenza al territorio.
Un incontro preliminare con studenti e docenti, svoltosi presso la sede della Fondazione Garrone, ha preceduto le due giornate di esperienza diretta sul campo, preparando i ragazzi a un percorso interattivo, caratterizzato da lavoro di gruppo, momenti di ascolto, raccolta ed elaborazione dati.

La parte storico–artistico-culturale è stata condotta dagli allievi dell’Accademia Linguistica di Belle Arti, mentre quella industriale ha coinvolto i ragazzi in una visita ai principali insediamenti industriali e tecnologici (Porto, Piaggio, Ansaldo, Ilva), in cui essi hanno avuto occasione di osservare direttamente e dall’interno i “motori” dell’economia genovese. Infine, si è svolto un incontro conclusivo per rielaborare quanto emerso dalle visite e per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Molti sono stati gli elaborati e i contributi finali prodotti dalle scuole, che verranno inseriti anche nel “Catalogo Buone Pratiche” del Rapporto nazionale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.