Festival della Scienza

Dopo aver esplorato i confini del tempo nell’edizione 2009 dedicata al Futuro, il Festival della Scienza nel 2010 si è focalizzato sul tema dello spazio, scegliendo Orizzonti come parola chiave dell’ottava edizione.
Ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza in partnership con Regione Liguria, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova e Provincia di Genova, il Festival ha esplorato gli Orizzonti come metafora del traguardo della scienza: mete sempre nuove, ignote e sfuggenti che fanno da stimolo per una ricerca incessante, che vuole superare le conoscenze acquisite e avvicinarsi sempre più alla verità.
Come insegna Popper, la scienza è perfettibile e procede per ipotesi ed errori e per sua stessa natura e metodo non può che essere di larghe vedute e ampi orizzonti.
Il programma del 2010 ha previsto oltre trecento eventi che hanno animato il centro del capoluogo ligure, dalle piazze ai palazzi storici, dai musei ai teatri: Genova si apre per ospitare una scienza viva, pulsante, curiosa, che dialoga con i luoghi della società civile, con le discipline dello spettacolo, con i linguaggi della contemporaneità e con le sfide di quest’epoca che sebbene problematica è anche carica di scommesse e possibilità.
Tra mostre, conferenze, laboratori e spettacoli, il Festival ha offerto al pubblico un percorso molto vario, attraverso cui scoprire nuovi orizzonti.
L’edizione 2010 del Festival della Scienza ha rivolto particolare attenzione al tema della sostenibilità. Alla salvaguardia dell’ecosistema, la manifestazione ha dedicato un fitto programma di appuntamenti (un ciclo di conferenze sull’acqua e la tutela delle risorse idriche, un’articolata offerta di laboratori sulla raccolta differenziata e il riciclo e di mostre sulle energie rinnovabili e il risparmio energetico) e una serie di iniziative pratiche (attività di pulizia straordinaria delle piazze durante l’intera manifestazione, disponibilità di contenitori per la raccolta differenziata in tutte le sedi del Festival e il riciclo della carta residua a fine evento).
ERG ha confermato anche nel 2010 la sua partnership con il Festival della Scienza in qualità di Main Sponsor: la manifestazione rappresenta un autorevole laboratorio di scambio, divulgazione e incontro dove per il cittadino comune è possibile soddisfare curiosità ed entrare in contatto con importanti scoperte scientifiche. Per ERG il Festival è stata anche una delle occasioni in cui mettere in pratica la propria idea di impresa sostenibile.
Siamo infatti convinti che non esista altro modo di fare impresa se non creando valore anche per il territorio: l’attenzione alle esigenze delle persone, la salvaguardia dell’ ambiente, la promozione della cultura e il sostegno alla formazione, sono valori cardine attorno a cui si sviluppa il percorso di ERG quale azienda socialmente responsabile. Promuovere il Festival ha significato per noi contribuire alla vitalità del territorio e alla valorizzazione di percorsi conoscitivi, con particolare riguardo alle giovani generazioni.
Il tema degli Orizzonti è a noi particolarmente caro: per la scienza è metafora ideale della spinta verso il nuovo, verso l’ignoto, verso l’inedito ed è segno della curiosità; per l’impresa di oggi è metafora di innovazione, di superamento dei limiti attuali per garantire alle generazioni future un adeguato sviluppo nella salvaguardia dell’ambiente e nel rispetto dei diritti delle persone. La storia di ERG si è snodata in oltre 70 anni proprio grazie alla volontà di traguardare sempre nuovi orizzonti.
Lo scrittore ceco Václav Havel affermò: “O abbiamo la speranza in noi, o non l’abbiamo; è una dimensione dell’anima, e non dipende da una particolare osservazione del mondo o da una stima della situazione. La speranza non è una predizione, ma un orientamento dello spirito e del cuore; trascende il mondo che viene immediatamente sperimentato, ed è ancorata da qualche parte al di là dei suoi orizzonti”.
L’avveniristico orizzonte proposto nel 2010 da ERG in collaborazione con il Festival della Scienza è “Icaro ai confini del tempo”, non un semplice spettacolo ma un’affascinante opera multimediale. Nella serata inaugurale del Festival, ha preso vita una favola moderna in cui è stata illustrata la teoria del buchi neri con un linguaggio semplice e comprensibile che ha introdotto anche i meno esperti alle regole dell’Astrofisica. Il concerto è basato sull’omonimo testo dello scienziato Brian Greene, le musiche sono state realizzate da Philip Glass, compositore statunitense di musica classica contemporanea e la scenografia è stata realizzata con le immagini di due visual artist inglesi “Al and Al” che hanno offerto una rappresentazione dinamica dello spazio e del tempo, grazie alle tecnologie digitali più innovative. Lo spettacolo è stato introdotto dallo scienziato Brian Greene, una presenza d’eccellenza in esclusiva per la prima italiana. Lo spettacolo è stato prodotto da due istituzioni come World Science Festival di New York e dal Southbank Centre di Londra. Festival della Scienza, come co-produttore, è riuscito a realizzare in esclusiva un adattamento in italiano. ERG, da sempre sensibile ai temi della ricerca e dello sviluppo scientifico, così come alla cultura e alle espressioni artistiche, ha inaugurato il Festival con una riflessione sull’universo e sull’infinito, con uno sguardo alla mitologia e alla storia dell’uomo che da sempre cerca di trovare risposte all’Inspiegabile... in poche parole, con un’apertura su orizzonti inconsueti.

|
|
|
|
|
|
|
|
|


